L’Acquedotto Traiano a Roma
L’anno 109 fu un anno grandioso per l’imperatore Traiano. Egli inaugurò tre opere pubbliche in stretta successione tra loro: il complesso monumentale delle terme vicino al Colosseo, la “Naumachia”, l’anfiteatro in cui vi era immissione di acqua, nei pressi del Vaticano, e forse l’opera più importante per la salute del suo popolo, l’Aqua Traiana , il grande acquedotto che fu la prima e unica fonte di rifornimento di acqua pulita proveniente dalla parte occidentale del fiume Tevere.
Le Terme e l’Anfiteatro (luogo in cui i romani amavano ricostruire le battaglie navali come intrattenimento per la popolazione) avevano entrambi bisogno di un buon rifornimento d’acqua, e forse questo avrebbe giustificato la costruzione del nuovo acquedotto. Comunque abbiamo una citazione dalle cronache ufficiali della Roma antica, i "Fasti Ostienses",il quale ci dice che l’Aqua Traiana era "tota urbe salientem", ossia che l’acquedotto riforniva l’intera città con una rete di tubature e piccole fontane in ogni distretto di Roma.
denominata "1082: Antiche ruine" in cui, secondo il Prof. Rabun Taylor dell’Università del Texas, potrebbero essere raffigurati i resti di un acquedotto.
L’acquedotto arrivava a Roma in cima al Gianicolo, e quindi a un alto livello sopra la città. Per raggiungere le Terme di Traiano, in cima a Colle Oppio, e le cisterne di raccolta note come le “Sette Sale”, l’acquedotto probabilmente attraversava il fiume Tevere su un ponte di pietra di grandi dimensioni, o forse passava sotto di esso mediante un sifone realizzato con tubi di piombo.
L’archeologo Prof. Rabun Taylor dell’Università del Texas illustra che l’acquedotto attraversava il Tevere su un’alta struttura in pietra vicino all’ospedale per i bambini nel Porto di Ripa Grande per poi girare attorno all’Aventino prima di dirigersi a Nord verso Colle Oppio (il colle adiacente al Colosseo) e verso le Terme di Traiano. Alcune testimonianze di questa struttura ad archi si può vedere nella piantina risalente al 1551 di Leonardo Buffalini.
Restano poche prove fisiche del percorso dell’acquedotto lungo il Tevere, ma l’inaugurazione di esso e delle Terme a tre giorni di distanza l’uno dall’altro, nel Giugno del 109, sicuramente non può essere una coincidenza. In ogni caso, qualunque fosse la diramazione dell’acquedotto all’interno della città, tra il 109 e il 110 AD l’Imperatore coniò monete che furono distribuite in tutto l’impero per celebrare il suo grande successo.
Gli archeologi moderni a partire da Raffaello Fabretti nel diciassettesimo secolo, si resero conto che l’Aqua Traiana arrivava da diverse fonti provenienti dal Lago di Bracciano. Il condotto aveva inizio a ovest del lago e raccoglieva altre sorgenti d’acqua fresca, girando in senso orario attorno ad esso prima di proseguire verso la zona sud-orientale.
Tradotto da Eleonora Martocchia
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