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Il cunicolo dell’Acquedotto

Il cunicolo dell’acquedotto rappresentato nel sottostante diagramma è suddiviso in più sezioni: il dotto di raccoglimento delle acque -o “Dotto di Captazione”- (A) passa sotto al “Pozzo Madre” -o pozzo dell’Acqua Corrente- (B) che era manovrato con uno Shaduf. La porzione del cunicolo dell’Acquedotto Traianeo (C) è rivestita da Opus Retticolatum. Il sistema di chiuse del canale (D) è adiacente ad una vasca di sedimentazione romana (E). Il laghetto (F) non è più visibile.



A.Il dotto di captazione dell’acqua

Nell’angolo ovest della camera della sorgente, a partire da un arco in laterizio di ottima fattura costruito con mattoni curvi, il dotto si apre in un ampio cunicolo di 90 cm di diametro, caratterizzato da blocchi di filtraggio fatti dal medesimo materiale. Il primo pozzo, o pozzetto d’accesso, che si incontra lungo il canale è circolare e presenta un fondo ostruito.

Il cunicolo prosegue con strette curve che passano sotto la base di un pozzo rettangolare B di sei metri di altezza.

Volgendo lo sguardo verso la porzione più alta della conduttura, la struttura rettangolare diventa cilindrica. È probabile che inizialmente la sezione cilindrica emergesse dal piano di calpestio esterno.

Pensiamo che questa struttura sia il pozzo-madre utilizzato durante la costruzione di questa sezione di acquedotto. Presenta infatti gradini ben definiti, i ‘piedarolli’, posizionati su lati opposti per facilitare l’accesso alle manovalanze. Pensiamo inoltre che possa essere identificato con il "Pozzo d’aqua corrente" menzionato nella mappa del 1718.

Di seguito, il tunnel si snoda con alcune strette curve e discende verso una larga conformazione rocciosa, svoltando infine a sinistra dove modifica profondamente le proprie caratteristiche strutturali.

C. Il dotto rivestito di "Opus Reticulatum"

Dopo aver piegato in ogni direzione, i blocchi di filtraggio improvvisamente terminano ed il dotto presenta una pavimentazione liscia con angoli a 45 gradi ed un nuovo rivestimento impermeabile, che a volte si immerge sotto il livello dell’acqua.

La maggior parte della muratura di cui le pareti sono costituite appare ora ricoperta da un opus reticulatum apparecchiato con estrema cura. Qui i blocchi di tufello, allineati diagonalmente, hanno la superficie liscia. I blocchi squadrati romani, detti ‘tufelli’, nel tratto iniziale sono completamente esposti, ma dopo un percorso di appena due metri sono rivestiti da uno spesso strato di malta idraulica.

L'Aquedotto Traiano sotto la piazza della chiesa di S. Fiora.

Scendendo lungo il condotto per altri 50 metri, in alcuni punti si nota che la malta idraulica si è staccata dall’opus reticulatum scoprendo tufelli che non sono più lisci, ma a superficie scabra la cui funzione era quella di facilitare la presa della malta sulla superficie.

D. Il ‘Chiusino’ e il sistema di chiuse del canale

Cento metri più a valle dell’inizio dell’opus reticulatum, il cunicolo si immette in un ‘chiusino’ che compare sulla mappa del 1718. A livello dell’acquedotto, si osserva la presenza di un’altra galleria con acqua sorgiva apparentemente proveniente da una sorgente più recente chiamata “il Gatto”. Non siamo riusciti a definire l’esatta origine di questa galleria.

Nel campo soprastante, un capanno in pietra con volta a botte del XVIII secolo, denominato ‘Chiusino', ricopre il sistema di chiuse e un incrocio di acquedotti. Il chiusino è connesso alle camere sotterranee della Chiesa di Santa Fiora, nonché alle camere inferiori di una casa di recente costruzione immediatamente adiacente ed alla sezione dell’acquedotto che prosegue più a valle.

In corrispondenza del ‘Chiusino’ attualmente il condotto non contiene più acqua di sorgente, ma è parzialmente riempito da uno spesso strato di fango rosso.

Alla destra del condotto traianeo, una moderna conduttura, probabilmente dell’età dei Duchi Odescalchi dei primi anni del XVIII secolo, sembra condurre verso gli Archi di Bocca Lupo e infine a Bracciano.

Procedendo oltre, il condotto traianeo è parzialmente ostruito da una colata di cemento, ma è possibile osservare che l’acquedotto prosegue sotto l’edificio adiacente che gli abitanti del luogo ci hanno riferito essere stato costruito utilizzando l’antica cisterna E come fondamenta. L’identità di questo edificio e i resti della cisterna sono per noi di particolare interesse. Successivamente, il dotto appare semi-esposto sopra il piano di calpestio mentre emerge dal retro della cisterna e passa in una proprietà contigua utilizzata dal Comune di Bracciano per il posizionamento di moderne strutture di pompaggio dell’acqua. Noi crediamo che qui fosse situato il laghetto F il cui emissario si "sversava" poi nella valle inferiore.

La caratteristica più significativa del Chiusino è il suo sistema di chiuse, ancora quasi intatto. Ci sono due serie articolate con tre chiuse ciascuna tra l’entrata ed il punto in cui l’Aqua Traiana prosegue verso la casa.

Tradotto da Susanna Pacchetti - Gruppo Archeologico Ambrosiano


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